I "Kizito" di Berberati

LOCALITA':    Berberati (Rep. Centrafricana)
RESPONSABILE:     Suor E. Tutolo
N° ADOTTATI:        140
NUOVE ADOZIONI: SI
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Responsabile

Suor Elvira Tutolo, è una missionaria delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida Thouret originaria di Termoli (CB).  Dopo aver svolto il suo servizio in Italia per il recupero  dei giovani dalle tossicodipendenze, da 25 anni è missionaria in Africa,  prima in Ciad e dal 2001 a Berberati nella Repubblica Centrafricana. 

Contesto

Il Paese, la cui ricchezza di risorse naturali continua ad attirare interessi internazionali, ha visto trasformare questa immensa opportunità di benessere per la sua popolazione nella causa principale della sua miseria aggravata da continui conflitti per generare instabilità politica e permettere alle grandi multinazionali straniere di avere il controllo su queste risorse.

Al suo arrivo a Berberati Sr. Elvira si è trovata a fare i conti con il drammatico problema dei ragazzi di strada: centinaia di bambini, anche piccolissimi, abbandonati a se stessi nelle polverose strade della città. Molti di loro in strada perché orfani, altri per raggranellare con mille espedienti, non sempre leciti, qualcosa per vivere; altri ancora allontanati dalle famiglie perché ritenuti “sorcier”, ovvero bambini stregone, portatori di maledizioni, fenomeno che da qualche anno si è presentato in diversi paesi africani, alla cui diffusione ha contribuito la presenza di sette “religiose” che fanno leva sull’ignoranza e la superstizione per individuare un capro espiatorio delle mille disgrazie che possono colpire la povera gente. E così basta che il bambino abbia una qualche caratteristica fisica particolare (anche solo un neo, una cicatrice particolare) per essere prima sottoposto a costosi e spesso violenti riti di pseudo esorcismo e poi fatto allontanare dalle famiglie che terrorizzate cadono in questa trappola.

Inizialmente Sr. Elvira con  alcuni volontari, molti dei quali giovani coppie di sposi,  ha avviato un Centro Culturale e ha iniziato a svolgere con loro un servizio per il recupero dei bambini di strada. Sebbene alcuni fossero già grandi molti di loro non avevano mai frequentato un giorno di scuola. Quindi il primo impegno verso questi piccoli è stato quello di superare la loro differenza e attirarli al Centro garantendo loro un pasto completo al giorno e insegnando loro a leggere e scrivere. E’ sorto così il gruppo Kisito nel quale questi piccoli iniziavano il loro cammino di rinascita. 

Ma ciò che più  di ogni altra cosa a Sr. Elvira e alle coppie di operatori sembrava indispensabile era assicurare ad ognuno di questi ragazzi l’affetto di un padre e di una madre. Sr. Elvira ha così iniziato un cammino di formazione umana e spirituale di alcune giovani coppie, affinché maturassero la decisione  e le competenze necessarie per accogliere nella loro famiglia uno o due di questi ragazzi. Oltre che a garantire affetto a questi bambini il progetto serviva a rinsaldare nelle giovani coppie di sposi i migliori valori di cui una famiglia africana da sempre era stata portatrice. Prima dell’urbanizzazione e dell’occidentalizzazione nessun bambino africano, anche se orfano, restava senza famiglia.

Le giovani coppie del Centro hanno risposto con generosità, e molte famiglie delle quali già con figli propri, si sono arricchite di figli adottivi, “figli del cuore”, da crescere con amore pur tra mille difficoltà e da reinserire, nel tempo, dove possibile, nelle loro famiglie d’origine. 

Progetto di adozione

L’OPAM sin dall’inizio ha scelto di aiutare queste famiglie a portare avanti questo splendido progetto di accoglienza occupandosi di sostenere i costi per l’istruzione dei loro bambini.

Attualmente il gruppo è costituito da 140 bambini e ragazzi così suddivisi:

90  bambini di scuola primaria

38 ragazzi di scuola superiore

4 ragazze della scuola “Nemesia” di taglio e cucito

8 ragazzi che frequentano l’Università o corsi para-universitari a Bangui                                                                       

Calendario scolastico: da settembre a giugno.

Visite: al momento, sono vivamente sconsigliate.