Le bambine di Htayngalya

LOCALITA':   Htayngalya - Loikaw (Myanmar)
RESPONSABILE:    Sr. Emi Soe 
N° ADOTTATI:    30    
NUOVE ADOZIONI: SI
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Nel mio Paese alcune delle cose che voi date per scontate sono ancora parte dei nostri sogni. Molti dei nostri giovani sognano ancora di potere andare a scuola, fare quattro pasti completi al giorno e avere dei vestiti che non solo li proteggano dalle intemperie, ma che li facciano sentire belli

Aung San Suu Kyi   

Responsabile

Sr. Emi Soe è una suora delle Ancelle Missionarie del SS. Sacramento, responsabile di una “scuola ostello” a Htayngalya in Myanmar. 

Contesto

In Myanmar (ex Birmania) il destino di tanti bambini, e soprattutto bambine, è drammatico. Esiste una vera e propria tratta di minori nelle regioni di confine. Molte di queste piccole appartengono a minoranze etniche, non sono registrate all’anagrafe, vivono in famiglie poverissime, spesso sono orfane di uno o entrambi i genitori. Vengono avvicinate da trafficanti di esseri umani che si spacciano per “benefattori dell’umanità” e si presentano nei  villaggi rurali per prendere le ragazze con la promessa di occuparsi di loro, per farle studiare o trovare un lavoro dignitoso nella speranza di un futuro migliore. E invece passano il confine con la Thailandia per essere usate come prostitute nei bordelli delle città. 

Un milione e 700 mila minori, nella fascia di età tra 10 e 17 anni, lavora invece di andare a scuola, bilancio che si aggrava se teniamo conto che nel censimento sono esclusi 1 milione e 100 mila individui che vivono nel Paese come apolidi, senza riconoscimento e senza diritti.

Le Ancelle Missionarie del SS. Sacramento hanno aperto da un anno a Htayngalya, un villaggio satellite di Loikaw, cittadina di 12.000 abitanti non distante dal confine con la Thailandia, un ostello dove accolgono circa una quarantina di bambine, ma ci sarebbe spazio per accoglierne un’altra trentina, per offrire loro il minimo per vivere ed un’istruzione. 

Progetto di adozione

Le piccole del gruppo da sostenere, al momento 36 con un’età compresa fra 5 e 13 anni,  provengono tutte dal territorio delle Diocesi di Loikaw e di Phekhon. Molte di loro portano sulle spalle il peso di situazioni familiari difficili; alcune sono orfane, figlie di genitori mentalmente o fisicamente incapaci di farle crescere, altre sono abbandonate, ma denominatore comune a tutte è la povertà. La maggior parte proviene da villaggi considerati ancora a rischio perché abitati da gruppi ribelli. Alcune hanno i familiari nel Campo di Rifugiati ai confini con la Thailandia.

Le suore ed altre educatrici dopo aver seguito una formazione specifica a Manila per insegnare a bambini in condizioni di disagio sociale, oggi lavorano a servizio di queste bambine e le preparano affinché possano essere inserite nel livello più corrispondente alla loro età presso la vicina scuola governativa. Questo tempo di recupero intende anche educare le piccole a stare insieme, aver cura di sé e aiutarle a superare esperienze di paura, abbandono, abusi.

Nei gruppi tribali di provenienza prevalgono ancora credenze, riti tradizionali e l’istruzione non è considerata importante. Questo ha creato nei confronti di queste popolazione enormi pregiudizi. Alcuni insegnanti prima di averle come alunne ritenevano queste piccole di intelligenza inferiore e incapaci di apprendere. Dopo l’esperienza di questo primo anno scolastico vedendo il rendimento scolastico delle bambine, hanno avuto la dimostrazione di quanto questo giudizio fosse infondato. 

Ci scrive la responsabile  Sr. Emi Soe: “gli insegnanti della scuola governativa, pur non guardando con simpatia al nostro lavoro non hanno potuto non promuovere tutte le nostre bimbe. Il successo raggiunto ha fatto sì che le famiglie della zona hanno chiesto di poter estendere l’insegnamento del doposcuola anche ai loro figli, servizio che suore e collaboratrici desiderano poter fare.

E’ nostro desiderio rivolgere ai più poveri e deboli la nostra opera educativa. E’ una gioia vederli crescere bene e aiutarli a tirar fuori i doni che Dio Padre ha messo in loro. Per questo desideriamo estendere l’adozione di gruppo oltre che delle 36 piccole ospiti anche ad una trentina di bambini di famiglie povere che frequenteranno il doposcuola e la mensa con la quale assicuriamo il pranzo che per molti dei bambini esterni all’ostelli è il solo pasto completo al giorno. La zona in cui viviamo è divisa in tre parti, in una vivono le famiglie buddiste, in un’altra quelle animiste e i nella più piccola le famiglie cristiane. La nostra casa si trova ai confini tra l’area cristiana ed animista. La scuola governativa è una sola e la maggioranza degli studenti e degli insegnanti che la frequentano è buddista.

Il doposcuola, aperto a tutti, potrebbe essere un’occasione per favorire il dialogo e la conoscenza reciproca fra bambini di religioni diverse per costruire una cultura di fraternità e di pace.

Riconosciamo le difficoltà di questo tempo di transizione socio-politica dove sono annunciati cambiamenti ma continuano a rimanere tante realtà di discriminazione e oppressione. Tuttavia siamo animate dalla speranza per un futuro migliore, Dio Padre della Misericordia ha condotto i nostri passi lungo questi anni di lavoro incerto e rischioso, ha provveduto a donarci una casa per accogliere piccole vite segnate da sofferenza e privazioni, ed ora anche un salone per lo studio e il doposcuola.

Il Signore ci ha permesso inoltre di preparare un buon numero di insegnanti animate dal desiderio di trasmettere ad altri i frutti della loro esperienza e conoscenza. Alcune di queste hanno fatto la scelta di divenire religiose o di essere nella loro terra educatrici, mamme e promotrici di vita. Insieme a loro continuiamo a lavorare con prudenza tenendo vivo in noi il sogno di poter tendere la nostra mano ai più bisognosi per comunicare loro prima di tutto l’amore di Dio attraverso coloro che sostengono il nostro lavoro e che ci permettono di accendere luci nelle loro vite.

E l’OPAM è presente ed accompagna i nostri passi da più di vent’anni, prima nelle Filippine ed ora anche in questa nuova terra. Grazie di cuore!” 

Calendario scolastico: da giugno a marzo. 

Visite: sì, previ accordi con l’Opam