Prog. 2157/Giugno-Luglio 2018

LOCALITA' : Satia (India)   
DIOCESI:   Dumka 
TITOLO:   Sostegno agli insegnanti di Satia
COSTO:   7.800 € 
FINANZIATO

 

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Sostegno agli insegnanti di Satia 

CONTESTO. Nello stato di Jharkand nell’India nord-orientale, vivono 30 differenti gruppi etnici. Classificati come gruppi tribali dal governo, essi stessi si riconoscono nella denominazione di Adivasi, cioè “abitanti originari” del luogo. Sin dai tempi della dominazione britannica, spinti dall’arrivo di nuove genti, minatori, commercianti, imprenditori, in cerca di lavoro e di affari, gli Adivasi si rifugiavano nelle foreste restando lontani da città, miniere, industrie, istituzioni. Ridotti oggi a essere solo il 26% della popolazione dello stato, tuttavia sono ancora il 60-70% nelle aree rurali. Tra questi gruppi, i Paharia, una popolazione tribale oggi a rischio di estinzione, vivono da oltre 2.000 anni nei villaggi sulle colline del Rajmahal nei distretti di Dumka, Pakur e Sahibganj. Costretti dallo sfruttamento e dalla crescente diminuzione delle foreste dei cui prodotti essi vivevano, i Paharia sono ora dediti a un'agricoltura di sussistenza. Coltivano mais, il loro alimento base, barbati (dei fagiolini molto lunghi), e miglio che commercializzano con guadagni irrisori per gli alti prezzi dell’affitto del terreno che coltivano. Molti cercano umili lavori altrove ma, privi di un minimo di istruzione, non hanno capacità e abilità in un qualsiasi mestiere. La comunità dei Paharia vive in condizioni subumane. Ignoranza, malattie, malnutrizione e povertà sono alla base dell'elevata mortalità soprattutto di donne e bambiniIl tasso di alfabetizzazione è appena del 10% contro il 73% della media nazionale, e quello femminile è praticamente vicino allo zero. Le scuole governative in quest’area sono poche e sovraffollate e i bambini Paharia per raggiungerle devono percorrere molti chilometri a piedi su e giù per le colline. Inoltre la qualità dell’insegnamento è pessima e questo disincentiva ulteriormente le famiglie a far studiare i propri figli. Dal 1980 nella diocesi di Dumka è stato affidato ai Gesuiti il compito di sostenere le comunità Paharia attraverso l’educazione, con opere e programmi in grado di promuoverne lo sviluppo integrale. 

PROGETTO. A Satia, un villaggio ai piedi delle colline ma raggiungibile da tutti i villaggi in un raggio di 30 km, nel 1991 i Gesuiti hanno fondato la Jeevan Jyoti Middle School, una scuola residenziale dove, oltre allo studio, si affrontano temi pratici perché i bambini imparino a conoscere l’ambiente in cui vivono, le infrastrutture sociali, le proprietà curative delle piante. “I benefattori dell’OPAM – ci ricorda Padre Thomas Kavalakatt, direttore della Paharia Seva Samiti, l’organismo dei Gesuiti che si occupa dei programmi per i Paharia – conoscono già la scuola per il sostegno dato ai suoi insegnanti con un precedente progetto. Oggi la scuola ha 57 bambini nella materna, 285 nelle 6 classi della primaria, per un totale di 342 allievi, 194 maschi e 148 femmine. I bambini Paharia, che arrivano dai villaggi collinari, sono alloggiati nell’ostello della scuola. La scolarizzazione avviata da oltre 20 anni sta dando ottimi frutti: ragazzi che riescono ad inserirsi socialmente e a trovare un buon lavoro sia negli uffici statali che nel privato e rappresentano un esempio che tanti giovani desiderano seguire. Oltre allo staff costituito da un direttore, un amministratore e un’assistente, la scuola ha 9 insegnanti. Alcuni di loro sono Paharia ed ex studenti della stessa scuola, una risorsa preziosa per la difficoltà di trovare insegnanti che conoscano l’unica lingua che i bambini parlano, ma anche uno stimolo perché gli studenti vedono in essi un concreto sbocco ai loro studi. Lo stato fornisce libri e divise scolastiche, la Provincia dei Gesuiti copre i costi della residenza e dei salari delle 3 persone dello staff. Le famiglie sono molto povere e la scuola può continuare a funzionare solo con i contributi di benefattori esterni. E così ci rivolgiamo ancora alla generosità degli amici dell’OPAM perché, con un contributo di 7.800 €, ci aiutino a pagare il salario di un anno ai 9 insegnanti. Grazie al vostro sostegno, la nostra scuola potrà continuare a dare un’educazione di qualità ai bambini tribali. Assicurando uno stipendio adeguato e sicuro ai suoi insegnanti, infatti, questi non saranno più costretti, finite le ore di lezione, a lavorare nei campi per avere di che vivere e potranno continuare con maggior impegno e entusiasmo la loro missione educativa.”