2016 - Rapporto sulle adozioni alla fine del 2015

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Come ogni anno eccoci ancora una volta a fare il bilancio dettagliato ed alcune riflessioni su quanto, con l’aiuto dei tanti volontari OPAM, dei responsabili in loco dei Paesi sostenuti e della generosità di voi tutti, è stato fatto nel settore delle “Adozioni scolastiche a distanza” nel corso dell’anno appena concluso.

Nelle mappe sono sintetizzati i numeri riferiti alle realtà dei tre continenti dove l’OPAM ha orientato durante il 2015 i propri sforzi. La situazione delle Adozioni a distanza, nonostante il protrarsi della crisi finanziaria degli ultimi anni, non è peggiorata, anzi per quanto ci riguarda è lievemente migliorata.

Alcuni donatori, a causa delle personali difficoltà economiche hanno dovuto sospendere il proprio sostegno, ma altri si sono aggiunti ed alcuni hanno ritenuto opportuno di sostenere più adozioni.

Riceviamo in continuazione dai referenti in loco richieste per aumentare il numero di adottati ed anche richieste per l’apertura di nuovi centri che, purtroppo, non riusciamo a soddisfare. 

Stiamo attraversando un momento molto difficile in tutto il mondo. I conflitti sono in aumento e chi ne subisce maggiormente le conseguenze sono proprio i bambini. Bambini per i quali, in alcuni Paesi nulla è scontato e tutto è più difficile: storie di violenza, di abbandono, di indicibile povertà, di paura, di solitudine, di faticoso lavoro. Quante storie tristi dietro a tutte le foto di bambini/e che ci arrivano chiedendo aiuto! 

E’ vero che un’adozione a distanza non può essere la soluzione al problema delle ingiustizie e povertà nel mondo; il problema è politico e si devono cercare soluzioni strutturali a livello mondiale. Ma è anche vero che attraverso l’adozione scolastica a distanza si può almeno alleviare, se non cambiare, la vita di alcuni di quei bambini/e che un domani potrebbero incidere positivamente sul proprio futuro e su quello dell’ambiente in cui vivono.

Per questo non possiamo e non vogliamo abbandonarli. 

Ed ora parliamo dei protagonisti principali di questa nostra esperienza:

 ADOTTATI

Nel 2015 i bambini adottati sono stati 1.866, di cui 602 sostenuti con adozioni singole (336 femmine e  266 maschi) e 1.264 con adozioni di gruppo (il numero delle femmine e dei maschi è quasi lo stesso). Nelle adozioni di gruppo sono comprese anche quelle categorie speciali come i 119 seminaristi, i 37 allievi infermieri e le 37 famiglie catechiste (con 74 adulti e i loro 98 bambini), tutte in Africa. Inoltre al numero totale dei bambini sostenuti agli studi con le adozioni vanno aggiunti i 4.904 bambini e 1.338 adulti che, attraverso i progetti finanziati nel 2015, hanno potuto ricevere un’istruzione.

I centri delle adozioni singole sono 22: 7 in Africa, 9 in America Latina e 6 in Asia.

I centri delle adozioni di gruppo sono 17: 15 in Africa e 2 in Asia.

La maggior parte dei bambini adottati frequenta la suola materna e quella primaria. Il motivo è legato essenzialmente al fatto che di solito per frequentare le scuole superiori i ragazzi si trasferiscono in centri più grandi, rendendo difficile la comunicazione ed inoltre risulta più difficile trovare adottanti per gli adolescenti. L’OPAM continua a sostenere agli studi anche quei ragazzi che frequentano gli Istituti superiori, ma solo quando è possibile per il Referente in loco poterli seguire con continuità. 

Accade purtroppo che alcuni benefattori rinuncino all’adozione a causa dell’elevato numero di cambi che proponiamo, per lo più dovuti alla mobilità delle famiglie in cerca di migliori condizioni di vita. A tutti voi chiediamo di essere perseveranti e di avere pazienza se a volte chiediamo il cambio di adozione dei bambini sostenuti. 

ADOTTANTI

Si tratta di singole persone, famiglie o gruppi di amici che sostengono singoli o più bambini, oppure che hanno deciso di aderire alla nostra richiesta di partecipare con una o più quote al sostegno scolastico di un gruppo di bambini.

Gli adottanti nel 2015 sono stati 815. Il numero si è lievemente ridotto rispetto al 2014, a causa, come si è già detto, del protrarsi della crisi finanziaria, ma gli adottati, come accennato sopra, sono aumentati. 

REFERENTI

Sono le figure senza le quali tutto quello che riusciamo a realizzare sarebbe impossibile ed anche le vostre donazioni sarebbero inutili. Uomini e donne: sacerdoti, suore e laici che hanno deciso di mettersi al servizio dei più poveri, spesso anche a rischio della propria vita.

Li conosciamo singolarmente e siamo costantemente in contatto con loro. Quando, poi, passano per Roma ci vengono a trovare portandoci le loro esperienze per farci capire meglio le situazioni locali al fine di consentirci interventi più mirati ed efficaci. Quando lo sappiamo in tempo cerchiamo di organizzare degli incontri con gli adottanti.

Attualmente i referenti sono 33: in Africa 18 (di cui 6 italiani), in America Latina 9 (di cui 3 italiani) ed in Asia 6 (2 italiani).

Abbiamo esposto tanti numeri che, a prima vista, possono apparire freddi ed anonimi, ma, oltre ad essere consapevoli che possono contribuire a far capire meglio quanto realizzato, non dobbiamo dimenticare che dietro tali numeri ci sono tanti bambini e le loro famiglie il cui destino può dipendere anche da noi. Cerchiamo, nonostante le molte difficoltà del momento che attraversiamo, di impegnarci sempre di più affinché non si spenga mai sui volti dei tanti bambini che soffrono il sorriso della speranza.

Michele Lambiase