Aprile 2020

 
ULTIME NOTIZIE DA FR. GIANNI DALLA RIZZA

 

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Cari amici dell’OPAM,

Questa lettera di metà anno è differente dalle altre. E’ differente perché l’animo di tutti noi è turbato da una minaccia epocale ed è differente perché la riceverete in modo anomalo. Infatti, a causa del virus, la Thailandia non consente che venga inviata posta verso molti paesi, tra i quali l’Italia.

Stiamo vivendo un tempo che non attendevamo e per il quale nessuno di noi era preparato. E’ un dramma che segna le vite di tutti e, penso, lascerà il suo marchio anche sulle generazioni che si affacciano ora sul mondo. E, come sempre accade quando la Storia ha sussulti improvvisi e pericolosi, anche questa volta sono le singole persone a ricevere le ferite più dolorose.

Permettetemi quindi, in questa lettera, di condividere con voi alcune riflessioni.

Carissimi, stiamo vivendo un’esperienza che ci fa toccare con mano la fragilità dell’esistenza umana. La nostra certezza di poter dominare la Natura e di governare gli eventi, di avere in mano la soluzione dei problemi, è stata travolta da una minacciosa presenza microscopica e invisibile. Improvvisamente il re è nudo e tutti scopriamo i nostri limiti mentre il senso di sicurezza e di vittoria si è velocemente trasformato nel timore del domani, nell’incertezza per noi e i nostri familiari.

Però questa pandemia ci ha fatto scoprire anche lati nascosti e in fondo inaspettati della società, ad esempio la grandezza del cuore dell’Uomo. Pensiamo a ciò che avviene negli ospedali, a quanti dottori, infermieri e volontari - martiri della carità - che si sono chinati sul dolore dei loro fratelli consapevoli del pericolo che correvano. Chi, prima, avrebbe potuto pensare a un tale potente movimento di altruismo? Allora è vero: esistono valori diversi, più alti, di quelli che molti credevano e che ci facevano pensare a una società disinteressata ed egoista. La società è diversa, l’Uomo è migliore.

Il virus, poi, ci fa interrogare su molte cose che avevamo dimenticato, in altre parole ci porta a confrontarci con la scala dei valori che avevamo costruito per le nostre vite. Li stiamo ricollocando al loro giusto posto, questi valori. Certo, l’Uomo per quanto possa fare avrà sempre dei limiti perché è una creatura fragile. E lo capiamo soprattutto dalle cose semplici a cui abbiamo dovuto rinunciare, alla normalità che davamo per scontata, a ciò che era ovvio e che in questa paurosa situazione contingente ci è stato tolto. Nella paura e nella precarietà attuali, il regalo che riceviamo è la conoscenza della preziosità del ritmo ordinario dei giorni che abbiamo perso. Le credevamo routine, ma ora sappiamo che non sono cose scontate: l’amicizia, le risate al cinema in mezzo a tante persone, il lavoro, una corsa all’aria aperta, i colloqui con gli insegnanti dei nostri figli, i baci e le pacche sulle spalle quando ci si incontra, il tempo trascorso con i parenti, l’incontro tra amici al bar, gli abbracci, il vociare dei bambini fuori da scuola, le chiese aperte, un concerto, il piacere dello stare insieme… Sono le nostre gemme che erano diventate cose normali, quasi futili, e per questo avevano perso la loro lucentezza. Erano pietre opache. Ma sono le nostre bellissime abitudini quotidiane che oggi le pensiamo con struggente nostalgia e le rivalutiamo per quelle che erano, che sono e che ritorneranno ad essere: un dono, un inestimabile dono.

Ma è giusto che i nostri pensieri si spingano anche oltre. Ci chiediamo allora se Dio e il Male siano compatibili. Il dolore innocente è il dramma di sempre, il mistero che non riusciamo a penetrare. Vacilliamo attendendo una risposta che può essere dolorosa o che non ci soddisfa. Ma, carissimi, Dio non ci libera da ogni malattia, Dio ci aiuta in ogni malattia. L’esperienza così drammatica che questo tempo ci ha riversato addosso, potrebbe, credo, anche aiutarci a riscoprire quella fede che abbiamo messo da parte, tornare ad affidarci a Dio e ad avere più fiducia negli uomini. Penso anche che dobbiamo essere certi che qualunque ostacolo incontri, qualsiasi dolore ci riservi, il nostro percorso su questa Terra ha un senso perché sta dentro quel progetto d’amore che Dio ha pensato per ciascuno di noi. Come scrive Manzoni alla fine del suo romanzo: Dio permette che tutto avvenga per un bene più grande e duraturo.

Dopo questa incredibile e inaspettata esperienza, nella nostra vita non daremo più niente per scontato. Questo tempo ci lascerà detriti ma anche delle piccole pietre luccicanti: raccogliamole e conserviamole perché saranno il nostro gruzzolo per il futuro, saranno il nostro piccolo tesoro. E’ proprio dell’uomo ritrovarsi più forte dopo una bufera.

Se da voi esiste il problema di come finirà l’anno scolastico, qui è esattamente l’opposto e cioè come e quando inizierà poiché l’apertura ufficiale delle scuole solitamente avviene nella prima metà di maggio.

Forse si prevede che non riapriranno e già si parla di lezioni impartite dal ministero via internet, ma siamo in attesa di istruzioni precise per prepararci a questo.

Il nostro augurio è che tutti, insieme a quelli che ci sono cari, possano ritornare più presto possibile alla normalità ma con una visione della vita rinnovata.

A voi, ai vostri cari, auguri di una Buona e Santa Pasqua.

Con riconoscenza,

Fr. Gianni Dalla Rizza